Il senso profondo di questo archivio è espresso dalle stesse parole di Giuliano Collina, che ne costituiscono la dichiarazione d’intenti:
“Se, in qualche modo, l’immagine dipinta ancora in futuro farà parte del mestiere dell’artista; se la pittura di questo nostro tempo sarà collezionata, esposta e conservata; e soprattutto […] se la mia pittura, quella che io ho tentato tutti i giorni per tutta la mia vita, si sarà meritata un angolo pur remoto nella vita dei miei nipoti, ecco, allora bene ho fatto a prevederne la conservazione attraverso uno strumento previsto dall’uso e dalla legge: l’istituzione di un archivio che documenti il procedere e la collocazione delle mie opere. Non posso negare in tutto ciò una buona dose di presunzione, ma […] l’istituzione di un archivio può anche servire al fine di una vecchiaia un po’ meno spaventevole.”
Queste parole guidano l’impianto del gestionale che abbiamo realizzato: un archivio non solo tecnico, ma identitario, pensato per custodire la sua poetica e il suo lavoro.