Sin dai primi anni Sessanta Gianfranco Baruchello (Livorno, 1924) ha sviluppato una delle pratiche artistiche più sperimentali del panorama italiano, esplorando la pittura, l’installazione, l’assemblaggio, il film, la fotografia e il sonoro, ed espandendo la ricerca visiva ben oltre gli ambiti linguistici tradizionali, lavorando con gli strumenti dell’agricoltura, dell’antropologia e dell’economia come forme di analisi critica della società dei consumi.